“Il mondo sommerso dei bambini scomparsi”
FIGLI NEL BUIO
C’è un mondo sommerso che pochi ascoltano o vogliono vedere, ed è quello delle famiglie orfane dei propri figli, scomparsi nel nulla in un mondo ostile. Genitori interrotti a metà da figli finiti nel buio, che spesso vengono dimenticati dalla gente e dall’opinione pubblica, dagli amici e conoscenti, ma mai dalle famiglie che non smettono di sperare e cercarli. Alcune storie finiscono bene, con un lieto fine che porta sollievo e tanta pace interiore; altre rimangono inconcluse o, peggio ancora, sospese. Eh si, perché proprio di famiglie sospese si tratta, madri e padri, sorelle e fratelli in perenne attesa, in stand bye tra la verità e l’incognita di sapere che il proprio famigliare è ancora vivo. Poi ci sono storie di ritrovamenti in orizzontale, figli e figlie non sopravvissuti a chissà quali atrocità, abusi o traumi, dove si inscena internamente lo scenario immaginato delle ultime ore del proprio bambino. Di questo mondo parallelo, fatto di tutti quei bambini e quelle bambine che non hanno conosciuto mai il futuro delle loro famiglie, deprivati delle proprie origini e radici e della propria identità, non se ne parla facilmente. Sono nati programmi mediatici appositi, idee giornalistiche atte a non dimenticare…ma la realtà è una sola: per chi vive l’assenza e la sospensione, tutto è nebbia e oscurità.
“Se un figlio muore, è un dolore inimmaginabile, ma almeno sai che fine ha fatto… metti la parola fine e la tua anima è in pace come la sua. Ma se non sai che fine ha fatto un figlio, se sta bene o male, se è vivo o morto, la tua anima è a pezzi… e ogni pezzo cerca un perché e un dove, e questo inferno in terra si ripete ogni santo giorno e non ha mai fine!” così un genitore di un bambino scomparso nel 2014, raccontò in un’intervista, il suo dolore e la sua angoscia per non sapere le sorti del proprio figlio, oggi probabilmente più che ventenne.
Oggi, 25 maggio 2023, nella giornata mondiale dedicata proprio ai bambini scomparsi, ho cercato di pensare alla profonda angoscia cronicizzata, al trauma e al dolore profondo fatto di ansia, apprensioni, notti insonni e taciti dissensi di un genitore interrotto, dove una giornata come le altre, si è trasformata in un incubo ricorrente e ininterrotto.
Ma sono i dati delle sparizioni che sconvolgono: in Italia, per l’anno 2022/2023, la Polizia di Stato ha rilevato che, ogni giorno, circa trentacinque minori scompaiono nel nulla dal territorio italiano per fughe, rapimenti o tratte. Il dato fa riferimento alle sole scomparse denunciate, quindi, in questa statistica di base non sono contemplati i reali casi di scomparsa o perdita. Il dato agghiacciante è che, di questi bambini, solo poco più di un terzo viene ritrovato. Tra i bambini o ragazzi dei quali non si hanno più notizie, rientrano anche i casi di denunce mai ritirate e minorenni allontanatisi volontariamente dagli istituti o dalle comunità affidatarie di provenienza. Altri, portati oltre confine o recativisi volontariamente, si sarebbero avvicinati alla malavita col sopraggiungere del silenzio delle cronache e la stanchezza delle ricerche. Tra questi “furti bianchi” si annoverano anche numerosi casi di sottrazione internazionale di minori; ovvero di bambini portati all’estero da un genitore contro la volontà dell’altro. Francesco racconta al Corriere della sera: «Mia moglie ha portato mia figlia nel Donbass, non so più nulla, andrò lì a cercarla». Il fenomeno delle sottrazioni e dei genitori disperati è in aumento, e ha le sue radici nel dolore inconsolabile di chi è estromesso dalla vita dei propri bambini. Inoltre, ci sono casi di scomparsa legati in modo diretto o indiretto al mondo della rete, a situazioni di cyberbullismo, di adescamento online o di estorsione sessuale: un mondo, questo, che la polizia postale italiana monitora con attenzione sempre maggiore, anche in considerazione del tempo sempre più lungo che ragazzi e bambini trascorrono davanti agli schermi di pc, tablet e smartphone, soprattutto dal periodo successivo alla pandemia.
Ma il problema non è solo italiano. Infatti, su suolo Europeo, ogni due minuti scompare un minore, tant’è che è stato attivato un numero unico europeo, 116000 (al quale è associato a livello nazionale anche il sito internet www.116000.it ) dove effettuare segnalazioni. Tra i minorenni spariti in Italia e mai ritrovati, si rileva una grande maggioranza di stranieri clandestini. Un dato allarmante, che è già in aumento e che continuerà a crescere con il protrarsi della guerra in Ucraina. Una buona notizia per il nostro Bel Paese c’è, per fortuna, e riguarda il solo 2022, dove i ritrovamenti sono saliti al 72,11%, molti dei quali allontanatisi forse a causa di disagi familiari, genitoriali e relazionali, contro il 31,17% di stranieri. Qualcuno, dunque, è riuscito a riabbracciare la sua famiglia o ritrovare una serenità apparente, ma molti altri sembrano essere stati inghiottiti dal nulla. Il messaggio di speranza vera, umana e concreta arriva dalle stesse famiglie che, nonostante le difficoltà e il dolore della perdita, non smettono mai di lottare e sperare. Queste persone ardite e piene di risorse, hanno sviluppato dentro di sè una forza inimmaginabile che li spinge ogni giorno a non arrendersi e non disperare…sinonimo estremo di coraggio e vera resilienza.